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Arte, scienza e idee

Le carte e la geografia degli antichi Greci

Molto prima dei satelliti, alcuni pensatori greci cercarono di disegnare il mondo intero. Una carta fu incisa nel bronzo, altre furono discusse e perfino prese in giro a teatro. Qui vedrai come lavorarono Anassimandro, Eratostene e Tolomeo, perché Erodoto rideva delle carte rotonde e come parole quali χάρτης, γεωγραφία e ωκεανός vivono ancora nel greco di oggi.

Le prime carte

Oggi un satellite può fotografare tutta la Terra. Gli antichi Greci non avevano questo aiuto. Non potevano guardare dal cielo, e gran parte del mondo era loro sconosciuta. Eppure volevano disegnarlo. Usavano i racconti dei viaggiatori e la propria intelligenza.

Nell’Iliade di Omero, il dio Efesto costruisce uno scudo per Achille. Lungo il bordo scorre il grande fiume Oceano, l’Ὠκεανός. Per i primi Greci, questo fiume scorreva intorno a tutte le terre.

Nel VI secolo a.C., un pensatore di nome Anassimandro viveva a Mileto, una città greca dell’Asia Minore (nell’attuale Turchia). Autori greci più tardi dicono che fu il primo a pubblicare una carta. Il geografo Strabone, citando lo studioso Eratostene, la chiama γεωγραφικὸν πίνακα, una «tavola geografica». La carta è andata perduta e nessuno sa esattamente com’era. Di quei primi secoli si sono conservate pochissime carte. Secondo una tradizione più tarda, le carte più antiche erano rotonde, con la Grecia nel mezzo e Delfi al centro. A Delfi una pietra chiamata ὀμφαλός, l’«ombelico», segnava il centro del mondo.

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Che cosa significa questa parola?

Una carta di bronzo e uno scherzo su Sparta

Verso il 500 a.C., Aristagora, il signore di Mileto, andò a Sparta. Voleva che gli Spartani aiutassero i Greci della Ionia contro i Persiani. Erodoto racconta la storia come la raccontavano gli Spartani (5.49–50). Aristagora portò una tavola di bronzo (χάλκεον πίνακα nel greco di Erodoto). Vi erano incisi tutta la terra, tutto il mare e tutti i fiumi. Indicava un popolo dopo l’altro lungo la strada per Susa, la città del re dei Persiani.

Allora il re Cleomene fece una domanda semplice: quanto durava il viaggio dal mare? Tre mesi, disse Aristagora. Cleomene gli ordinò di lasciare Sparta prima del tramonto.

Le carte diventarono perfino uno scherzo. Nella commedia Le nuvole di Aristofane (423 a.C.), un allievo mostra a un vecchio una carta di tutta la terra. «Ecco Atene», dice. Il vecchio non ci crede, perché non vede giudici seduti! Poi vede quanto è vicina Sparta e dice all’allievo di spostarla molto più lontano. Lo scherzo fa pensare che il pubblico sapesse che cos’è una carta.

Anche Erodoto rideva (4.36). Chi faceva le carte, diceva, disegnava la terra come un cerchio perfetto, come tracciato con il compasso, con l’Oceano che le scorre intorno. Lui non conosceva nessun fiume chiamato Oceano (2.23).

Linee sulla carta

Più tardi i Greci sapevano che la Terra è una sfera, e così fare una carta diventò una questione di matematica. Eratostene (circa 276–194 a.C.), direttore della Biblioteca di Alessandria, scrisse un’opera di geografia, i Γεωγραφικά. Calcolò le dimensioni della Terra e cercò di migliorare la carta del mondo conosciuto. Prima di lui, lo studioso Dicearco aveva usato una linea da ovest a est, che partiva dallo stretto di Gibilterra. Eratostene mantenne questa idea, fece passare la linea per Rodi fino all’India e usò una linea da sud a nord passante per Rodi. Poi indicò le distanze tra i luoghi lungo le sue linee. Il suo libro è perduto: lo conosciamo soprattutto grazie a Strabone.

Nel II secolo d.C. Tolomeo lavorava ad Alessandria. La sua Geografia, in otto libri, spiega come disegnare le carte e dà per ogni luogo due numeri: quanto a nord o a sud e quanto a est o a ovest. Oggi li chiamiamo latitudine e longitudine. I Greci dicono γεωγραφικό πλάτος («larghezza») e γεωγραφικό μήκος («lunghezza»). Anche Tolomeo sbagliò. Prese per la Terra una misura più piccola (180.000 stadi) di quella di Eratostene (circa 250.000). Nessuna carta del suo tempo si è conservata, e gli storici non sono sicuri che ne abbia disegnate. Nel 1295 uno studioso bizantino, Massimo Planude, andò alla ricerca di questo libro trascurato. Le più antiche copie con carte che possediamo risalgono più o meno alla sua epoca.

Tre continenti e parole ancora vive

Erodoto (4.42, 4.45) descrive un mondo in tre parti: Europa, Asia e Libia, il nome greco dell’Africa. Si chiede chi abbia tracciato i confini e dice che nessuno sa se l’Europa sia circondata dal mare.

Molte di queste parole delle carte sono ancora vive. Γεωγραφία viene da γῆ, «terra», e γράφω, «scrivere» o «disegnare». Oggi in Grecia è una materia scolastica. L’antico ὠκεανός è ora il ωκεανός di ogni carta del mondo. Un πίναξ era un’asse o una tavoletta, e oggi un πίνακας è la lavagna dell’aula. Una ἤπειρος era la terraferma, e una ήπειρος oggi è un continente. L’antico νῆσος vive in νησί, attraverso il diminutivo νησίον.

La parola più sorprendente è χάρτης. Oggi indica una carta geografica, ma nell’antichità indicava il papiro per scrivere. Come sia successo lo puoi leggere nel riquadro di questa pagina.

Date chiave

  1. 6th c. BCAnassimandro di Mileto avrebbe pubblicato la prima carta greca
  2. c. 500 BCAristagora mostra agli Spartani una carta su una tavola di bronzo
  3. 423 BCUna carta compare in scena nelle Nuvole di Aristofane
  4. 3rd c. BCEratostene traccia linee sulla carta del mondo conosciuto
  5. 2nd c. ADTolomeo scrive la sua Geografia ad Alessandria
  6. 1295Massimo Planude va alla ricerca della Geografia di Tolomeo

Otto parole, ieri e oggi

Greco anticoGreco di oggiSignificato
la geografia
carta geografica (un tempo papiro)
la carta da scrivere
l’oceano
tavoletta; oggi lavagna
terraferma; oggi continente
isola (tramite νησίον)
il mondo abitato
A2

Leggi in greco (A2)

Vuoi imparare il greco?Leggendo una carta in Grecia incontri le parole di questa pagina: χάρτης, ήπειρος, ωκεανός, νησί. Le stesse parole riempiono una lezione greca di geografia, e alcune si leggono già in Erodoto e Strabone.Inizia con il greco