
Delfi, l’ombelico del mondo
Delfi è un luogo sacro in alto, sulle pendici del monte Parnaso, nella Grecia centrale. Nell’antichità era il μαντεῖον più famoso, un oracolo: un luogo dove si facevano a un dio domande sul futuro. Il dio di Delfi era Apollo, dio della luce, della musica e della profezia.
I Greci raccontavano un mito su Delfi. Zeus voleva trovare il centro del mondo. Lasciò volare due aquile, una verso est e una verso ovest. Le due aquile si incontrarono sopra Delfi. Per questo i Greci chiamarono Delfi l’ὀμφαλός, l’ombelico della Terra. Un altro mito racconta che un enorme serpente, Pitone, sorvegliava il luogo, finché Apollo lo uccise con le sue frecce. L’antico nome di Delfi era Πυθώ, Pito, e da qui viene il nome della sacerdotessa di Apollo, la Πυθία, la Pizia.
Gli archeologi hanno scoperto che a Delfi si veneravano gli dèi già dal IX secolo a.C., e che il santuario crebbe nell’VIII secolo a.C. Città di tutto il mondo greco venivano qui, e costruivano piccoli tesori per custodire i loro doni ad Apollo.
La Pizia sul tripode
La Pizia era una donna di Delfi. Si credeva che Apollo parlasse attraverso la sua bocca. Lo storico Diodoro racconta che in tempi antichi era una ragazza giovane, ma che più tardi fu una donna di oltre cinquant’anni, vestita come una ragazza.
I visitatori portavano doni e offrivano un sacrificio, spesso una capra. Sotto il tempio c’era una piccola stanza, l’ἄδυτον, il luogo più sacro del tempio. Solo i sacerdoti potevano entrarvi. Lì la Pizia sedeva su un τρίπους, un tripode: un alto sedile a tre gambe. Dava la risposta del dio, il χρησμός. La maggior parte delle risposte giunte fino a noi è in versi. Alcuni autori antichi dicono che i sacerdoti aiutavano a mettere in ordine le sue parole, ma gli storici discutono ancora su quanto fosse grande il loro ruolo.
Gli autori antichi parlavano anche di una fenditura nel terreno con uno strano vapore, che la Pizia respirava. Nel 1927 alcuni geologi francesi non trovarono nessuna fenditura del genere. Nel 2001 un nuovo studio ha trovato due faglie nella roccia sotto il tempio, e un gas dall’odore dolce, l’etilene, in una sorgente vicina. Era questo il segreto della Pizia? Scienziati e storici non sono ancora d’accordo.
Risposte a doppio senso
Le risposte di Delfi divennero famose, perché spesso potevano voler dire due cose. Lo storico Erodoto racconta due storie molto note.
Creso, un re della Lidia ricchissimo, voleva attaccare i Persiani. Mandò ricchi doni a Delfi e chiese consiglio al dio. La risposta fu: se Creso avesse attaccato i Persiani, avrebbe distrutto un grande impero. Creso fu contento e attaccò. Ma perse la guerra, e il grande impero che distrusse fu il suo.
Nel 480 a.C. l’enorme esercito persiano marciava verso Atene. Gli Ateniesi chiesero all’oracolo che cosa fare. La Pizia disse che un «muro di legno» li avrebbe salvati, e parlò della «divina Salamina». Che cos’era il muro di legno? Alcuni anziani Ateniesi pensavano che fosse la siepe di spine che un tempo circondava l’Acropoli. Ma Temistocle disse che il muro di legno era la flotta, le navi di legno. Gli Ateniesi si fidarono di lui, e vinsero la battaglia navale di Salamina.
Oggi ci sono giunti circa 615 oracoli di Delfi. Gli storici pensano che molti siano stati scritti dopo i fatti, per far sembrare che l’oracolo avesse sempre ragione.
«Conosci te stesso» e la fine dell’oracolo
Sul portico d’ingresso del tempio di Apollo, i visitatori potevano leggere brevi massime sapienti. La più famosa era γνῶθι σαυτόν, conosci te stesso. Un’altra era μηδὲν ἄγαν, nulla di troppo. Il viaggiatore Pausania racconta che furono i Sette Sapienti della Grecia a dedicarle ad Apollo. Il loro messaggio: ricorda che sei un uomo e non un dio, e conosci i tuoi limiti.
L’oracolo funzionò per più di mille anni. Lo scrittore Plutarco, vissuto intorno al 100 d.C., fu sacerdote a Delfi per molti anni. Il tempio di cui oggi vediamo le rovine fu completato nel 334–333 a.C. Più tardi l’Impero romano divenne cristiano. Dopo le leggi dell’imperatore Teodosio I contro le antiche religioni, alla fine del IV secolo d.C., il tempio fu abbandonato.
Molto più tardi, sopra le rovine sorgeva un villaggio chiamato Kastri. Nel 1892 la Scuola francese di Atene iniziò il «Grande Scavo», e il santuario tornò alla luce. Dal 1987 Delfi è Patrimonio dell’Umanità UNESCO. E i Greci citano ancora oggi «γνώθι σαυτόν».
Date chiave
- 8th c. BCIl santuario di Apollo a Delfi cresce
- 547–546 BCCreso attacca la Persia dopo la risposta dell’oracolo e perde il suo regno
- 480 BCL’oracolo del «muro di legno»; gli Ateniesi vincono a Salamina
- 334–333 BCViene completato il tempio di Apollo di cui vediamo oggi le rovine
- 4th c. ADDopo le leggi di Teodosio I contro le antiche religioni, il tempio viene abbandonato
- 1892La Scuola francese di Atene inizia il «Grande Scavo»
- 1987Delfi diventa Patrimonio dell’Umanità UNESCO
Otto parole, ieri e oggi
| Greco antico | Greco di oggi | Significato |
|---|---|---|
| oracolo (il luogo sacro) | ||
| la risposta dell’oracolo | ||
| sacerdotessa di Apollo a Delfi | ||
| indovino, veggente | ||
| tripode, sedile a tre gambe | ||
| ombelico; centro | ||
| parte più sacra del tempio | ||
| profeta, portavoce di un dio |