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La polis e la politica

La Magna Grecia: i Greci dell’Italia meridionale e della Sicilia

Molte città famose dell’Italia meridionale e della Sicilia furono fondate da Greci. Napoli era un tempo Νεάπολις, la «città nuova», e Siracusa fu la patria di Archimede. Questa pagina spiega chi erano i coloni e perché navigarono verso ovest, come le loro città diventarono ricche e famose per i loro pensatori, come Roma le conquistò e perché alcuni paesi d’Italia parlano ancora oggi una specie di greco.

Perché i Greci navigarono verso ovest

Dall’VIII secolo a.C. gruppi di Greci lasciarono le loro città e navigarono verso ovest, fino alle coste dell’Italia meridionale e della Sicilia. Gli storici discutono ancora sui motivi. In molte zone della Grecia la buona terra coltivabile era scarsa, alcuni volevano commerciare e altri dovettero partire dopo contrasti in patria.

Un nuovo insediamento si chiamava ἀποικία, colonia: alla lettera una casa «lontano». La città da cui venivano i coloni era la loro μητρόπολις, la «città madre», e l’uomo che li guidava, sceglieva il luogo e divideva la terra era l’οἰκιστής, il fondatore. Una colonia non era governata dalla madrepatria. Era una città-stato libera e indipendente, ma di solito conservava gli stessi dèi, le stesse feste e lo stesso dialetto.

Uno dei più antichi insediamenti greci d’Occidente si trovava sull’isola d’Ischia, vicino a Napoli, che i Greci chiamavano Pithekoussai. Coloni dell’Eubea vi abitavano nell’VIII secolo a.C., e verso il 750 a.C. fondarono Cuma sulla costa di fronte. In una tomba di Pithekoussai gli archeologi hanno trovato una piccola coppa del 730 a.C. circa, con tre righe di versi greci incise sopra: una delle più antiche poesie greche mai ritrovate per iscritto.

La Sicilia e le città del Sud

Tucidide, che scriveva nel V secolo a.C., racconta la storia delle prime colonie greche in Sicilia (6.3). Per primi arrivarono Calcidesi dell’Eubea guidati da Tucle, che fondarono Nasso, dove eressero un altare ad Apollo Archegeta, il fondatore. Un anno dopo Archia di Corinto fondò Συρακοῦσαι, Siracusa, dopo aver scacciato i Siculi indigeni dall’isola di Ortigia, dove sorge ancora la città vecchia. In base alle cifre di Tucidide, gli storici datano tradizionalmente Nasso al 734 a.C. e Siracusa al 733 a.C., ma queste date sono solo approssimative.

Sulla terraferma, la «punta» e il «tacco» dello stivale si riempirono di città greche: Ῥήγιον (Reggio) sullo Stretto di fronte alla Sicilia, Sibari e Crotone sulla costa ionica e Τάρας (Taranto), che secondo Antioco di Siracusa, citato da Strabone (6.3.2), fu fondata da un gruppo di Spartani costretti a lasciare la loro città. Più tardi coloni di Cuma fondarono lì vicino una seconda città e la chiamarono Νεάπολις, la «città nuova»: l’attuale Napoli (Strabone 5.4.7).

Ogni città era indipendente, e spesso si combattevano tra loro. Siracusa diventò la potenza più forte della Sicilia e nel 415–413 a.C. sconfisse un’enorme spedizione ateniese, come Tucidide descrive nei libri 6 e 7.

Perché «Magna Grecia»? Ricchezza e grandi menti

I Romani chiamarono la regione Magna Graecia, traduzione del greco Μεγάλη Ἑλλάς, «Grande Grecia». Strabone (6.1.2) spiega che i Greci lì diventarono così potenti da dare questo nome all’Italia meridionale e alla Sicilia. Gli autori antichi non erano sempre d’accordo se la Sicilia ne facesse parte, e molti libri moderni usano il nome soprattutto per le città greche della penisola.

Molte di queste città si arricchirono con l’agricoltura e il commercio. Sibari era così famosa per la sua ricchezza che «sibarita» indica ancora in italiano, in inglese e in francese una persona amante del lusso. Verso il 510 a.C. fu distrutta in una guerra con la vicina Crotone. Diodoro (12.9) dice che l’esercito di Crotone era guidato da Milone, sei volte campione olimpico, anche se le centinaia di migliaia di soldati che cita non possono essere veri.

L’Occidente greco fu anche una patria delle idee. Pitagora arrivò da Samo a Crotone verso il 530 a.C. e vi riunì una comunità di seguaci. Parmenide e Zenone insegnarono a Elea, Empedocle veniva da Akragas (Agrigento), e Archimede, il grande matematico e ingegnere, nacque a Siracusa. Anche il poeta Teocrito, il primo a scrivere poesie pastorali sui pastori, era probabilmente siracusano.

Roma, e il greco che non se n’è mai andato

Nel III secolo a.C. Roma prese il controllo dell’Italia meridionale e poi della Sicilia. Siracusa cadde nel 212 a.C. dopo un lungo assedio. Livio (25.31) racconta come Archimede, assorto in figure geometriche che aveva tracciato nella sabbia, fu ucciso da un soldato che non sapeva chi fosse, e come il generale romano Marcello si addolorò per la sua morte.

Il greco non scomparve all’improvviso. Scrivendo all’epoca dell’imperatore Augusto, Strabone dice che gran parte della regione era diventata «barbara», tranne Taranto, Reggio e Napoli (6.1.2), e che Napoli conservava ancora i suoi ginnasi, le sue confraternite, le φρατρίαι, e uno stile di vita greco (5.4.7).

Ancora oggi si parla greco in alcuni paesi del Salento, in Puglia, e della Calabria, vicino a Reggio. I linguisti discutono da tempo sulla sua origine. Alcuni lo considerano un discendente diretto della lingua dei coloni antichi, con antichi tratti dorici; altri pensano che derivi soprattutto dal greco dell’epoca bizantina, quando l’Italia meridionale era di nuovo governata da Costantinopoli. Entrambe le tesi hanno sostenitori, e la questione resta aperta.

Date chiave

  1. 8th c. BCColoni dell’Eubea abitano a Pithekoussai (Ischia)
  2. c. 750 BCFondazione di Cuma sulla costa vicino a Napoli
  3. 734 BCNasso, la prima colonia greca in Sicilia (data tradizionale)
  4. 733 BCArchia di Corinto fonda Siracusa (data tradizionale)
  5. c. 530 BCPitagora si stabilisce a Crotone
  6. c. 510 BCCrotone sconfigge e distrugge Sibari
  7. 212 BCRoma conquista Siracusa; Archimede viene ucciso
  8. 1999Una legge italiana tutela le comunità grecofone come minoranza

Otto parole, ieri e oggi

Greco anticoGreco di oggiSignificato
Magna Grecia, «Grande Grecia»
colonia
città madre (oggi: metropoli)
fondatore di una colonia
Napoli («città nuova»)
Siracusa
Taranto
Reggio Calabria
B1

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