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Luoghi e monumenti

Il Partenone: costruzione, sculture e storia

Il Partenone è il grande tempio di marmo sull’Acropoli di Atene, costruito tra il 447 e il 432 a.C. per la dea Atena. Il suo nome viene da uno dei suoi titoli, Parthenos, «la vergine». Questa pagina spiega come fu costruito il tempio, che cosa mostrano le sue sculture, che cosa gli accadde in 2.400 anni e perché la parola παρθένος fa ancora parte del greco di tutti i giorni.

Un tempio per la dea vergine

Il Partenone (Παρθενών) è un tempio, in greco ναός: la casa di un dio. Gli Ateniesi lo costruirono per Atena, la dea che proteggeva la loro città. Uno dei suoi nomi era Atena Parthenos, «Atena la vergine», perché nei miti non si sposò mai. La parola παρθένος indicava una ragazza giovane e non sposata.

La desinenza -ών significa «luogo» o «stanza», quindi Παρθενών era «la stanza della vergine». Gli storici pensano che il nome indicasse prima una stanza del tempio e poi l’intero edificio, ma non sanno con certezza di quale stanza si trattasse.

Il tempio fu progettato dopo le guerre persiane. Nel 480 a.C. i Persiani avevano incendiato i templi dell’Acropoli, compreso un Partenone più antico ancora in costruzione. Nel 448 a.C. gli Ateniesi decisero di ricostruire i loro santuari, e il Partenone fu il primo nuovo edificio. I lavori iniziarono nel 447 a.C., quando Pericle (Περικλῆς) guidava la città. Gli architetti erano Ictino e Callicrate, e lo scultore Fidia (Φειδίας) sorvegliava tutto il cantiere, come racconta lo scrittore Plutarco.

Come fu costruito il tempio

Il Partenone è un tempio di ordine dorico, il più semplice e robusto degli stili greci, ma ha anche molti elementi ionici. È costruito in marmo bianco (μάρμαρον). Una fila di colonne (κίονες) lo circonda tutto: 8 su ogni fronte e 17 su ogni lato lungo. La sua piattaforma misura circa 31 metri per 70, e ogni colonna esterna è alta circa 10,4 metri.

All’interno c’erano due sale. La più grande, a est, ospitava la grande statua di Atena. La più piccola, a ovest, aveva quattro colonne ioniche, e dal 433 a.C. la città vi custodiva il denaro pubblico.

I costruttori usarono accorgimenti ingegnosi, che gli esperti chiamano «correzioni ottiche», perché l’edificio pesante sembrasse leggero e vivo:

  • il pavimento e le travi sopra le colonne si incurvano dolcemente verso l’alto al centro;
  • ogni colonna si gonfia un poco a metà altezza, una curva chiamata entasis (ἔντασις);
  • le colonne d’angolo sono più vicine tra loro delle altre.

L’edificio fu terminato nel 438 a.C. Le sculture dei due frontoni richiesero ancora qualche anno e furono completate nel 432 a.C.

Frontoni, metope, fregio e una statua gigante

Il Partenone era ricoperto di sculture, realizzate da una squadra di scultori guidata da Fidia. Aveva tre tipi di decorazione scolpita:

  • I frontoni (ἀετώματα), i due triangoli sotto il tetto, alle due estremità. Il frontone est mostrava la nascita di Atena; quello ovest la sua contesa con il dio del mare Poseidone per la terra di Atene. Il viaggiatore Pausania li descrive entrambi (Pausania 1.24.5).
  • Le metope (μετόπαι), pannelli quadrati sopra le colonne esterne. Mostravano battaglie mitiche: dèi contro Giganti a est, Greci contro Amazzoni a ovest, Lapiti contro Centauri a sud e la guerra di Troia a nord.
  • Il fregio (ζῳοφόρος), una fascia scolpita lunga circa 160 metri, in alto sulle pareti dietro le colonne. Mostrava una processione di cavalieri, carri, musicisti e animali per il sacrificio, di solito interpretata come la grande festa di Atene, le Panatenee. Al centro del lato est, una scena con un tessuto piegato mostra forse la nuova veste (πέπλος) offerta ad Atena, ma gli studiosi ne discutono ancora.

Quasi tutte le sculture erano un tempo dipinte, anche se restano solo minime tracce di colore. All’interno si ergeva la statua (ἄγαλμα) di Atena di Fidia, d’oro e d’avorio. Era armata e teneva in mano una piccola Vittoria (Νίκη). Lo scrittore romano Plinio le attribuisce un’altezza di 26 cubiti, circa 11–12 metri. La statua è perduta; la conosciamo da piccole copie più tarde.

Chiesa, moschea, rovina e simbolo

Il Partenone rimase quasi intatto per molti secoli. Nella tarda età romana un incendio lo danneggiò, e fu riparato nel IV secolo d.C. Più tardi fu trasformato in chiesa cristiana. Le fonti datano questo cambiamento in modo diverso, da poco dopo i restauri fino al 600 d.C. circa. Nel 1205, sotto il dominio latino (occidentale), fu dedicato alla Madre di Dio di Atene. Dopo la conquista dell’Acropoli da parte dei Turchi ottomani nel 1458, divenne una moschea (le fonti datano il cambiamento da poco dopo la conquista a qualche decennio più tardi), e una scala interna divenne un minareto.

Il disastro peggiore arrivò nel 1687. Un esercito veneziano assediava l’Acropoli, e la guarnigione ottomana aveva immagazzinato polvere da sparo nel tempio. Durante il bombardamento la polvere esplose, e gran parte dell’edificio crollò. All’inizio del XIX secolo, uomini di Lord Elgin portarono via molte delle sculture rimaste; il dibattito su di esse ha una pagina a parte.

Dopo la nascita dello Stato greco moderno, il Partenone divenne un simbolo nazionale. I restauratori ci lavorarono dal 1896 al 1902 e dal 1923 al 1933. Dal 1975 esperti greci lo riparano pietra per pietra, e molte delle sue sculture originali si trovano oggi nel Museo dell’Acropoli.

Date chiave

  1. 480 BCI Persiani incendiano il Partenone più antico, incompiuto
  2. 447 BCIniziano i lavori del nuovo Partenone
  3. 438 BCSono completati il tempio e la statua di Atena di Fidia
  4. 432 BCLe sculture dei frontoni sono terminate
  5. 1205Divenuto chiesa, è dedicato alla Madre di Dio di Atene
  6. 1687Durante il bombardamento veneziano esplode la polvere custodita all’interno
  7. 1975Inizia il moderno programma di restauro

Otto parole, ieri e oggi

Greco anticoGreco di oggiSignificato
il Partenone
tempio (oggi anche chiesa)
colonna (comune: κολόνα, dall’italiano)
frontone
pannello quadrato scolpito
fregio (fascia scolpita)
statua
marmo
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