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Luoghi e monumenti

L’agorà di Atene

L’agorà era una grande piazza aperta ai piedi dell’Acropoli. Per gli antichi Ateniesi era il centro di tutto: venivano qui a fare la spesa, a occuparsi degli affari della città, ad andare in tribunale, a pregare e a parlare con gli amici. In questa pagina scoprirai che cosa c’era nell’agorà, chi vi si incontrava e perché la parola greca per «comprare» viene dal suo nome.

Il cuore della città

La parola agorà (ἀγορά) indicava prima un raduno di persone, e poi il luogo dove le persone si radunavano. Ad Atene l’agorà era una piazza piana e aperta tra tre colli: la rocca dell’Acropoli, la collina dell’Areopago e un colle basso chiamato Kolonos Agoraios.

In questo luogo vivevano persone molto prima che diventasse una piazza. All’inizio del VI secolo a.C., all’epoca del legislatore Solone (Σόλων), divenne uno spazio pubblico per tutti i cittadini. Cippi di pietra ne segnavano i confini. Uno di essi, del 500 a.C. circa, porta ancora il suo messaggio: «Io sono il cippo di confine dell’agorà». In greco una pietra così si chiama ὅρος.

Una strada importante attraversava la piazza, la via Panatenaica. Ogni anno una grande processione la percorreva fino all’Acropoli, per onorare la dea Atena. Vicino al centro della piazza sorgeva l’altare dei Dodici Dei. Gli Ateniesi lo consideravano il centro esatto della loro città: da lì si misuravano le distanze verso gli altri luoghi.

Comprare e vendere

L’agorà era anche un mercato molto animato. I venditori esponevano le loro merci nella piazza e negli edifici intorno. Il verbo ἀγοράζω significava prima «passare il tempo nell’agorà». Più tardi volle dire «comprare al mercato», e poi semplicemente «comprare». Vendere si diceva πωλέω.

Qualcuno doveva controllare che nessuno imbrogliasse. Gli Ateniesi sorteggiavano dieci ispettori del mercato, gli ἀγορανόμοι: cinque per la città e cinque per il porto del Pireo. Il filosofo Aristotele ci dice che il loro compito era impedire la vendita di merci guaste o false.

Intorno alla piazza sorgevano lunghi edifici chiamati stoài o portici (στοά). Una stoà era un colonnato coperto: una lunga galleria, aperta sul davanti, con una fila di colonne. Lì si trovava ombra d’estate e riparo dalla pioggia. Alcune stoài avevano botteghe. La Stoà di Mezzo, costruita nel II secolo a.C., serviva soprattutto per il commercio. Nel 159–138 a.C. il re Attalo II di Pergamo donò alla città una grande stoà a due piani, la Stoà di Attalo.

Leggi, Consiglio e dèi

L’agorà era il luogo in cui la democrazia svolgeva il suo lavoro quotidiano. Lungo il lato ovest sorgevano gli edifici pubblici più importanti:

  • Il bouleuterion (βουλευτήριον): la sala delle riunioni del Consiglio dei Cinquecento, la βουλή. Il Consiglio preparava le nuove leggi, che poi l’Assemblea di tutti i cittadini discuteva e votava.
  • La thòlos (θόλος): un edificio rotondo del 470 a.C. circa. Cinquanta membri del Consiglio, i pritani, vi lavoravano come una specie di governo di tutti i giorni.
  • Il monumento degli Eroi eponimi: una lunga base con le statue di bronzo dei dieci eroi che avevano dato il nome alle dieci tribù di Atene.
  • La Stoà del Re (Στοὰ Βασίλειος): l’ufficio del magistrato responsabile della religione e delle leggi.

Gli dèi non erano mai lontani. Sulla collina sopra la piazza sorge il tempio di Efesto, dio del fuoco e della lavorazione dei metalli, e di Atena. Fu costruito nella seconda metà del V secolo a.C. ed è ancora in piedi. Molti lo chiamano Theseion, anche se non era un tempio di Teseo.

Filosofi al mercato, e l’agorà oggi

L’agorà era anche un luogo per pensare e discutere. Lo scrittore Senofonte racconta che il filosofo Socrate (Σωκράτης) andava al mercato ogni mattina e passava la giornata dove c’era più gente, parlando con chiunque volesse ascoltarlo. Vicino al margine dell’agorà gli archeologi hanno trovato la casa di Simone il calzolaio, dove si dice che Socrate incontrasse i suoi allievi.

Circa cento anni dopo, il filosofo Zenone (Ζήνων) di Cizio, a Cipro, insegnava camminando avanti e indietro nella Stoà Pecile, il Portico dipinto (Στοὰ Ποικίλη), chiamato così per i suoi famosi dipinti. I suoi seguaci furono chiamati «quelli della stoà»: gli stoici.

L’agorà fu danneggiata dai Persiani nel 480/79 a.C., dai Romani nel I secolo a.C. e dagli Eruli, un popolo venuto dal nord, nel 267 d.C. Poi fu abbandonata poco a poco, e sopra di essa si costruirono case. Nel 1931 la Scuola Americana di Studi Classici cominciò a scavarla. Si dovettero abbattere circa 400 edifici moderni. Nel 1953–56 la Stoà di Attalo fu ricostruita, e oggi è il museo dell’agorà.

Date chiave

  1. 6th c. BCAl tempo di Solone l’agorà diventa una piazza pubblica per tutti i cittadini.
  2. 480/79 BCI Persiani prendono Atene e danneggiano l’agorà.
  3. c. 470 BCSi costruisce la thòlos, edificio rotondo per i membri del Consiglio in servizio.
  4. 3rd c. BCZenone insegna nella Stoà Pecile; i suoi seguaci si chiamano stoici.
  5. 159–138 BCIl re Attalo II di Pergamo costruisce la Stoà di Attalo.
  6. 267 ADGli Eruli attaccano Atene e distruggono gran parte dell’agorà.
  7. 1931La Scuola Americana di Studi Classici inizia gli scavi.
  8. 1953–56La Stoà di Attalo viene ricostruita e diventa il Museo dell’agorà.

Otto parole, ieri e oggi

Greco anticoGreco di oggiSignificato
piazza pubblica; mercato
comprare
vendere (parlato: πουλάω)
portico (oggi anche galleria)
ispettore del mercato
consiglio (oggi: parlamento)
tempio (oggi anche chiesa)
filosofo
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