
La storia in breve
I miti greci raccontano una guerra tra i Greci e la città di Troia, chiamata anche Ilio, Ἴλιον. Paride, un principe troiano, portò con sé a casa Elena, la moglie di Menelao, re di Sparta. Il fratello di Menelao, Agamennone, re di Micene, radunò un enorme esercito e una flotta, e i Greci assediarono Troia per dieci anni. Grandi eroi, ἥρωες, combatterono da entrambe le parti: Achille per i Greci, Ettore per i Troiani.
Alla fine l’astuto Ulisse ebbe un’idea. I Greci costruirono un grande cavallo di legno, nascosero dentro i loro soldati migliori e finsero di ripartire con le navi. I Troiani trascinarono il cavallo nella loro città, credendo che fosse un dono, un δῶρον. Di notte i soldati uscirono, aprirono le porte, e Troia cadde. È una storia vera? Forse in parte. Troia era una città reale, ma gli dèi, il cavallo e molti degli eroi appartengono al mito, μῦθος.
Cosa dicono i testi antichi
Le nostre fonti più antiche sono due poemi epici attribuiti a Omero, l’Iliade e l’Odissea, datati di solito all’VIII o al VII secolo a.C. (gli studiosi non concordano sulla data esatta), secoli dopo i fatti che descrivono. L’Iliade non racconta tutta la guerra: copre poche settimane del decimo anno, l’ira di Achille, e si chiude con il funerale di Ettore. Il cavallo di legno non c’è. Compare nell’Odissea (8.492–520), dove un cantore racconta come Epeo costruì il cavallo con l’aiuto di Atena e come Ulisse lo portò, pieno di guerrieri, nella rocca.
La versione più famosa della storia del cavallo è romana: il libro II dell’Eneide di Virgilio, scritta nel I secolo a.C. Lì il sacerdote Laocoonte avverte i Troiani di non fidarsi del cavallo (2.48–49).
Gli stessi Greci consideravano la guerra un fatto storico. Tucidide (1.10) ammette che avvenne, ma pensa che Omero, da poeta, l’abbia resa più grande di quanto fosse, per esempio con le sue 1.200 navi. Studiosi più tardi cercarono di datarla: Eratostene collocò la caduta di Troia nel 1184 a.C.
Cosa hanno trovato gli archeologi
Gli archeologi collocano Troia a Hisarlık, una collina nel nord-ovest della Turchia, a 4,8 km dall’imbocco dei Dardanelli. Frank Calvert vi scavò nel 1863, e Heinrich Schliemann vi avviò grandi scavi nel 1870. Schliemann trovò gioielli d’oro e li chiamò «tesoro di Priamo», dal nome del re di Troia nel mito. Ma vengono da Troia II, intorno al 2550–2300 a.C., più di mille anni prima.
La collina contiene nove città, una sopra l’altra, chiamate da Troia I a Troia IX. La candidata migliore per la Troia di Omero è Troia VI (circa 1750–1300 a.C.), con mura di pietra, τείχη, spesse 5 metri e alte fino a 8, e una città bassa che arrivava a circa 30 ettari. Punte di freccia e di lancia in bronzo databili intorno al 1250 a.C. fanno pensare a combattimenti. La città successiva, Troia VIIa, fu distrutta da un incendio verso il 1180 a.C.
Aiutano anche i testi degli Ittiti, la grande potenza dell’Anatolia. Menzionano una terra chiamata Wilusa, che molti studiosi collegano a Ilio, e un popolo chiamato Ahhiyawa, probabilmente i Greci micenei, e descrivono disordini e rivalità nella regione.
Mito o storia? Cosa pensano gli storici
Gli storici non sono d’accordo. Molti pensano che dietro la leggenda ci sia un ricordo reale: una guerra, o vari conflitti minori, tra Greci micenei e abitanti di Troia nel XIII o nel XII secolo a.C. La descrizione del sito dell’UNESCO parla di un assedio, una πολιορκία, di Troia da parte di guerrieri micenei in quel periodo. Altri sono più prudenti. Nessuna iscrizione trovata finora nomina Agamennone, Achille o Elena, e una città può bruciare per molte ragioni: nemici, incidenti o un terremoto.
I poemi di Omero furono cantati per generazioni prima di essere scritti, perciò mescolano ricordi dell’età del bronzo con dettagli dell’epoca dei poeti stessi. Una risposta onesta è questa: Troia è esistita, una guerra nella regione è probabile, ma l’assedio di dieci anni, gli eroi e il cavallo, così come li leggiamo, sono opera di poeti. Il cavallo è quasi certamente un mito, eppure vive nel greco moderno: δούρειος ίππος, «il cavallo di legno», indica anche un inganno nascosto in un dono, ed è il nome greco del virus informatico detto «cavallo di Troia».
Date chiave
- c. 2550–2300 BCTroia II, la città del «tesoro di Priamo» di Schliemann
- c. 1750–1300 BCTroia VI, con le sue grandi mura di pietra: la Troia di Omero più probabile
- 13th c. BCTesti ittiti menzionano Wilusa e gli Ahhiyawa
- 1184 BCLa caduta di Troia secondo la datazione di Eratostene
- c. 1180 BCTroia VIIa è distrutta da un incendio
- 8th c. BCL’Iliade e l’Odissea prendono forma
- 1863Frank Calvert scava a Hisarlık
- 1870Heinrich Schliemann inizia i suoi scavi
Otto parole, ieri e oggi
| Greco antico | Greco di oggi | Significato |
|---|---|---|
| Ilio, altro nome di Troia | ||
| cavallo (άλογο nel parlato) | ||
| di legno (solo in δούρειος ίππος) | ||
| dono, regalo | ||
| mura della città | ||
| eroe | ||
| assedio | ||
| mito (in origine: parola, racconto) |