Un regno in pericolo
La Macedonia, Μακεδονία, era un regno a nord delle città-stato greche. Intorno al 360/359 a.C. era in grave pericolo. Il re Perdicca era stato ucciso combattendo contro gli Illiri, e con lui erano morti più di 4.000 Macedoni (Diodoro 16.2). I vicini saccheggiavano il paese e due rivali volevano il trono. A prendere in mano la situazione fu il fratello minore del re, Filippo. Livius, un sito di consultazione moderno, data la sua nascita al 382 a.C., il che gli dà circa 22 anni, e dice che iniziò come reggente per un giovane nipote.
Da ragazzo, Filippo aveva vissuto a Tebe come ostaggio, cioè una persona trattenuta per garantire il rispetto di un trattato. Diodoro dice che abitava presso il padre del generale Epaminonda; un’altra tradizione nomina il tebano Pammene. Gli storici suppongono spesso che lì abbia imparato molto sulla guerra, ma è un’ipotesi ragionevole, non qualcosa che si possa dimostrare.
Filippo non combatté tutti i nemici insieme. Pagò alcuni perché stessero tranquilli, per il momento rinunciò ad Anfipoli e addestrò i suoi uomini (Diodoro 16.3). Poi sconfisse i Peoni e gli Illiri (16.4).
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Che cosa significa questa parola?
Falange, oro e matrimoni
Diodoro (16.3) dice che Filippo faceva fare continue esercitazioni e che per primo organizzò la falange macedone, φάλαγξ, un blocco di fanti in ordine serrato. L’arma che le si associa è la σάρισα, una lunga picca. Diodoro non la nomina in quel passo. Polibio (18.29), che scrisse molto più tardi, indica in pratica quattordici cubiti, e un testo moderno 18–20 piedi, circa sei metri. Gli storici discutono ancora della sua lunghezza e di quanto presto la portassero gli uomini di Filippo.
Tutto questo costava denaro. Nel 357 a.C. Filippo conquistò Anfipoli. Poi prese Crenide, Κρηνίδες, la ribattezzò Filippi, Φίλιπποι, dal proprio nome, e sviluppò le sue miniere d’oro; testi moderni datano questi fatti al 357–356 a.C. circa. Diodoro (16.8) dice che le miniere rendevano più di 1.000 talenti. La moneta d’oro che porta il suo nome, il Φιλίππειον, pagava mercenari e corruzioni. Diodoro (16.53) aggiunge che Filippo amava dire che l’oro, molto più delle armi, aveva ingrandito il suo regno.
Il matrimonio era un altro strumento. Intorno al 357 a.C. sposò Olimpiade, principessa dei Molossi e futura madre di Alessandro, dopo aver già sposato l’illirica Audata e Fila (Ateneo 13.557). Anche la guerra aveva il suo prezzo: durante l’assedio, πολιορκία, di Metone una freccia gli costò un occhio (Diodoro 16.34).
Demostene contro Filippo
Nel 348 a.C. Filippo prese Olinto corrompendone i capi, la saccheggiò e vendette gli abitanti come schiavi (Diodoro 16.53). Nel 346 a.C. Atene fece pace con lui, la pace di Filocrate. Nello stesso periodo finì la guerra focese, e Filippo ricevette i due voti dei Focesi nel consiglio anfizionico, che si occupava di Delfi (16.59–60).
Ad Atene, l’oratore, ῥήτωρ, Demostene parlò contro di lui per anni. La sua Prima Filippica (351 a.C.) chiede agli Ateniesi quale notizia potrebbe essere più sorprendente di un Macedone che li sconfigge e regola gli affari della Grecia (4.10). La Terza (341 a.C.) dice che Filippo non è un Greco, e neppure un barbaro di un luogo rispettabile, ma «ὀλέθρου Μακεδόνος», una peste macedone (9.31).
È un attacco, non una descrizione neutra. Erodoto (5.22) dice che la casa reale macedone era greca e che i giudici di Olimpia lo riconobbero, e Plutarco (Alessandro 3) racconta che il cavallo da corsa di Filippo vinse ai giochi olimpici. Inoltre, non tutti gli Ateniesi erano d’accordo con Demostene: Isocrate esortò lo stesso Filippo a unire i Greci contro la Persia (5.16).
Cheronea e un omicidio a teatro
Filippo occupò improvvisamente Elatea, e Demostene convinse Atene a cercare un’alleanza, συμμαχία, con Tebe (Diodoro 16.84–85). Gli eserciti si incontrarono a Cheronea nell’agosto del 338 a.C. Diodoro attribuisce a Filippo più di 30.000 fanti e almeno 2.000 cavalieri, e dice che Alessandro, allora circa diciottenne, ruppe per primo la linea nemica. Plutarco (Alessandro 9) riferisce che si diceva fosse stato il primo a rompere il Battaglione sacro dei Tebani. Polieno descrive invece una finta ritirata, perciò gli autori moderni cercano di combinare i racconti. Più di 1.000 Ateniesi morirono e almeno 2.000 furono catturati (16.86). Il viaggiatore Pausania (9.40.10) vide la tomba comune dei Tebani, con sopra un leone; il leone è stato restaurato.
Filippo liberò i prigionieri ateniesi senza riscatto, ma mise una guarnigione a Tebe (16.87). A un congresso a Corinto i Greci lo elessero comandante per una guerra contro la Persia (16.89). Poi, nel 336 a.C., durante una festa di nozze a Ege, la sua guardia del corpo, anch’essa di nome Pausania, lo pugnalò al teatro (16.92–94). Diodoro racconta una vendetta privata; Plutarco (Alessandro 10) riferisce che la maggior parte della colpa ricadde su Olimpiade e una parte su Alessandro.
Nel 1977 Manolis Andronikos trovò una ricca tomba a Verghina, l’antica Ege, e la attribuì a Filippo. Altri hanno proposto suo figlio Arrideo, e il dibattito continua.
Date chiave
- 382 BCNasce Filippo (data secondo Livius).
- 360/359 BCPerdicca muore combattendo contro gli Illiri, e Filippo prende il potere.
- 357 BCFilippo conquista Anfipoli e sposa Olimpiade.
- 351 BCDemostene pronuncia la Prima Filippica.
- 348 BCOlinto cade e i suoi abitanti sono resi schiavi.
- 346 BCAtene e Filippo stipulano la pace di Filocrate.
- 338 BCFilippo sconfigge Atene e Tebe a Cheronea.
- 336 BCFilippo viene assassinato a Ege, e gli succede Alessandro.
Otto parole, ieri e oggi
| Greco antico | Greco di oggi | Significato |
|---|---|---|
| Macedonia; regione della Grecia settentrionale | ||
| violento attacco verbale | ||
| lunga picca macedone (termine storico) | ||
| falange; anche osso del dito | ||
| re | ||
| alleanza | ||
| assedio | ||
| oratore pubblico |
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