I saluti sono il primo greco che userai e le parole che i greci apprezzano di più da un visitatore. Sono brevi, ma portano con sé due informazioni: il momento della giornata e il registro, formale o informale, proprio come in italiano con il tu e il Lei. Nella traslitterazione qui sotto l'accento indica la sillaba tonica, ch non si legge come in "chiesa" ma è un suono aspirato, come la "c" toscana di "la casa" o il tedesco ach, e d si pronuncia con la lingua tra i denti, come il th inglese di "this".
| Greco | Pronuncia | Significato | Quando si usa |
|---|---|---|---|
| Καλημέρα | kaliméra | Buongiorno | Dal risveglio fino a mezzogiorno o al primo pomeriggio |
| Καλησπέρα | kalispéra | Buonasera | Dal tardo pomeriggio in poi, quando arrivi o incontri qualcuno |
| Καληνύχτα | kaliníchta | Buonanotte | Solo quando te ne vai la sera tardi o vai a dormire, mai per salutare all'arrivo |
| Γεια σου | yia su | Ciao (informale) | Una persona che conosci, un bambino, un amico |
| Γεια σας | yia sas | Salve / arrivederci (formale o plurale) | Uno sconosciuto, una persona anziana, un negozio, un gruppo |
| Χαίρετε | chérete | Salve / arrivederci (formale) | Cortese e un po' d'altri tempi, nei negozi e negli uffici |
Γεια significa "salute", quindi γεια σου vuol dire letteralmente "salute a te". Come il nostro "ciao", vale sia per salutare sia per congedarsi, a qualsiasi ora. Tra amici sentirai anche un semplice γεια!. A καλημέρα di solito si risponde con la stessa parola, oppure con καλημέρα σας per essere più cortesi.
Formale o informale: γεια σου o γεια σας?
Il greco ha due modi per dire "tu": εσύ per una persona che conosci bene ed εσείς per più persone o per una sola persona a cui ti rivolgi con cortesia. Attenzione: il greco non usa la terza persona come il nostro "Lei", ma la seconda plurale, come il "voi" di cortesia. I saluti seguono la stessa divisione: γεια σου / γεια σας, τι κάνεις / τι κάνετε. Usa la forma di cortesia con gli sconosciuti, le persone anziane, il personale di negozi, alberghi e uffici e con chiunque chiameresti "signore" o "signora" (κύριε, κυρία). Passa al tu quando lo fa l'altra persona o quando te lo propone: Να μιλάμε στον ενικό; ("ci diamo del tu?"). Tra giovani e amici si passa al tu molto presto.
Come stai in greco? Domande e risposte
| Greco | Pronuncia | Significato |
|---|---|---|
| Τι κάνεις; | ti kánis? | Come stai? (informale) |
| Τι κάνετε; | ti kánete? | Come sta? / Come state? (formale o plurale) |
| Πώς είσαι; / Πώς είστε; | pos íse? / pos íste? | Come stai? / Come sta? (informale / formale) |
| Τι γίνεται; | ti yínete? | Come va? Che si dice? (colloquiale) |
| Καλά, ευχαριστώ. | kalá, efcharistó. | Bene, grazie. |
| Πολύ καλά. / Μια χαρά. | polí kalá. / mia chará. | Molto bene. / Benissimo. |
| Έτσι κι έτσι. | étsi ki étsi. | Così così. |
| Δεν είμαι καλά. | den íme kalá. | Non sto bene. |
| Εσύ; / Εσείς; | esí? / esís? | E tu? / E Lei? (informale / formale) |
Τι κάνεις significa alla lettera "che fai?", ma come saluto vuol dire sempre "come stai?". Uno scambio tipico: Γεια σου, Νίκο! Τι κάνεις; — Καλά, ευχαριστώ. Εσύ; — Μια χαρά! Nota Νίκο e non Νίκος: quando ti rivolgi direttamente a qualcuno, molti nomi cambiano desinenza (è il vocativo). La scheda di grammatica sui nomi propri lo spiega nel dettaglio.
Grazie, per favore e scusa in greco
- Ευχαριστώ (efcharistó) = grazie; ευχαριστώ πολύ = grazie mille.
- Παρακαλώ (parakaló) = per favore, ma anche "prego", "ecco a Lei" e, detto con tono ascendente in un negozio o al telefono, "desidera?" o "pronto?". Proprio come il nostro "prego", è una parola jolly.
- Τίποτα (típota) = "di niente", un'altra risposta a un grazie. Ancora più calorosa: να 'σαι καλά (na 'se kalá, "stammi bene").
- Συγγνώμη (signómi) = scusa, ma anche "mi scusi" per attirare l'attenzione o per passare. Più formale: με συγχωρείτε (me sinchoríte).
- Δεν πειράζει (den pirázi) = "non fa niente, nessun problema", la risposta abituale a chi si scusa.
Presentarsi in greco
| Greco | Pronuncia | Significato |
|---|---|---|
| Πώς σε λένε; / Πώς σας λένε; | pos se léne? / pos sas léne? | Come ti chiami? / Come si chiama? (informale / formale) |
| Με λένε Άννα. | me léne Ánna. | Mi chiamo Anna. |
| Είμαι ο Πέτρος. / Είμαι η Μαρία. | íme o Pétros. / íme i María. | Sono Petros. / Sono Maria. |
| Χαίρω πολύ. | chéro polí. | Piacere. |
| Κι εγώ. / Επίσης. | ki egó. / epísis. | Anche per me. / Altrettanto. |
| Από πού είσαι; | apó pu íse? | Di dove sei? |
| Είμαι από την Ελβετία. | íme apó tin Elvetía. | Sono svizzero / svizzera. |
| Μιλάω λίγα ελληνικά. | miláo líga elliniká. | Parlo un po' di greco. |
Il greco mette l'articolo davanti ai nomi di persona: είμαι ο Πέτρος, letteralmente "sono il Petros", come si sente dire in certe parti d'Italia. Με λένε significa alla lettera "mi chiamano". Per saperne di più su είμαι, vedi essere e avere.
Come si dice arrivederci in greco
- Γεια σου / γεια σας: il saluto di commiato di tutti i giorni.
- Τα λέμε (ta léme) = ci vediamo, ci sentiamo; τα λέμε αύριο = a domani.
- Αντίο (adío) = addio, arrivederci, un po' più definitivo o formale.
- Καλή συνέχεια (kalí sinéchia) = "buon proseguimento", molto comune quando esci da un negozio o chiudi una telefonata.
- Καλό βράδυ (kaló vrádi) = buona serata; καλό σαββατοκύριακο = buon fine settimana.
- Καλή εβδομάδα il lunedì e καλό μήνα il primo giorno del mese: i greci si augurano una buona settimana e un buon mese.
Gli auguri: χρόνια πολλά e l'onomastico
L'augurio più utile in greco è Χρόνια πολλά! (chrónia pollá, "tanti anni"). Si usa per compleanni, onomastici, Natale, Pasqua e Capodanno. Si risponde ευχαριστώ, oppure επίσης ("altrettanto") per una festa che celebrano tutti. Molti greci festeggiano l'onomastico (ονομαστική γιορτή), la festa del santo di cui portano il nome, quanto e più del compleanno: tutti i Νίκος il 6 dicembre, tutte le Μαρία il 15 agosto. Altri auguri che sentirai:
- Καλή όρεξη (kalí órexi) = buon appetito; Γεια μας! (yia mas) = salute! cin cin!
- Καλό ταξίδι (kaló taxídi) = buon viaggio; Περαστικά (perastiká) = guarisci presto.
- Καλά Χριστούγεννα = buon Natale; Καλή χρονιά = buon anno.
- A Pasqua: Χριστός ανέστη ("Cristo è risorto"), a cui si risponde Αληθώς ανέστη ("è veramente risorto").
Il linguaggio del corpo: cosa fanno i greci con la testa e le mani
Amici e parenti si salutano di solito con un bacio su entrambe le guance; la stretta di mano è la norma nelle situazioni formali e al primo incontro. Attenzione al sì e al no: ναι (ne) significa sì, anche se a un orecchio italiano suona quasi come un "né", e όχι (óchi) significa no. Un rapido movimento della testa all'indietro, spesso con le sopracciglia alzate e un piccolo schiocco della lingua, significa anch'esso no, come in molte zone del Sud Italia. Ed evita di spingere il palmo aperto con le dita divaricate verso il viso di qualcuno: questo gesto, la μούντζα, è un insulto.
Domande frequenti
Come si dice "come stai" in greco?
Τι κάνεις; (ti kánis?) a un amico, τι κάνετε; (ti kánete?) a una persona a cui dai del Lei o a un gruppo. La risposta abituale è καλά, ευχαριστώ.
"Γεια σου" vuol dire ciao o arrivederci?
Tutte e due, proprio come "ciao". Si usa a qualsiasi ora, quando arrivi e quando te ne vai. Con gli sconosciuti e i gruppi usa γεια σας.
Quando si dice καλησπέρα invece di καλημέρα?
Καλημέρα fino a mezzogiorno o al primo pomeriggio, καλησπέρα dal tardo pomeriggio. Καληνύχτα serve solo per salutarsi la sera tardi.
Che cosa significa "χρόνια πολλά"?
"Tanti anni". È l'augurio universale per compleanni, onomastici e feste, un po' come "buon compleanno" e "buone feste" messi insieme, o il nostro "cento di questi giorni".
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