Nominativo e accusativo
Soggetto o oggetto? Il greco lo mostra con il nome e l’articolo. Regola chiave: il maschile perde la -ς.
A cosa servono i casi
Il nominativo nomina il soggetto — chi agisce. L’accusativo segna l’oggetto. Grazie ai casi l’ordine delle parole resta libero: Ο Νίκος βλέπει τον Γιάννη dice chi vede chi, in qualsiasi ordine.
Complete: Βλέπω ___ φίλο.
A cosa servono i casi
Il nominativo nomina il soggetto — chi agisce. L’accusativo segna l’oggetto. Grazie ai casi l’ordine delle parole resta libero: Ο Νίκος βλέπει τον Γιάννη dice chi vede chi, in qualsiasi ordine.
- Ο σκύλος βλέπει τη γάτα.Il cane vede il gatto.
- Ο Νίκος βλέπει τον Γιάννη.Nikos vede Yannis.
- Η Μαρία θέλει έναν καφέ.Maria vuole un caffè.
Il maschile perde la -ς
Una regola per tutti i maschili: il nominativo finisce in -ς, l’accusativo lo perde e l’articolo diventa τον. Il femminile mantiene la forma (articolo την/τη); il neutro non cambia mai.
- Βλέπω τον φίλο μου.Vedo il mio amico.
- Περιμένω τον πατέρα μου.Aspetto mio padre.
- Ξέρω τη μητέρα σου.Conosco tua madre.
- Διαβάζω το βιβλίο.Leggo il libro.
| γένος | ονομαστική | αιτιατική |
|---|---|---|
| αρσενικό | ο φίλος | τον φίλο |
| αρσενικό | ο μαθητής | τον μαθητή |
| θηλυκό | η μητέρα | τη μητέρα |
| ουδέτερο | το βιβλίο | το βιβλίο |
τον, την… o τη? Il -ν finale
την mantiene la -ν davanti a vocale o κ, π, τ, ξ, ψ (e μπ, ντ, γκ, τσ, τζ): την πόλη, τη θάλασσα. Il maschile τον oggi la mantiene quasi sempre — tenerla non è mai sbagliato.
- Βλέπω την Άννα.Vedo Anna.
- Ακούω τη μουσική.Ascolto la musica.
Dopo με, σε, για, από
Le preposizioni quotidiane reggono l’accusativo. σε si fonde con l’articolo: σε + τον → στον, σε + την → στην, σε + το → στο.
- Πάω στο σχολείο.Vado a scuola.
- Ένα δώρο για τον Νίκο.Un regalo per Nikos.
Tocca a voi
Mettete il sintagma all’accusativo.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra nominativo e accusativo in greco?
Il nominativo indica il soggetto, l’accusativo l’oggetto: «Ο Νίκος βλέπει τον Γιάννη» (Nikos vede Yannis). Poiché i casi mostrano chi fa che cosa, l’ordine delle parole può cambiare senza cambiare il senso.
Che cosa succede a un nome maschile quando diventa oggetto?
Perde la «-ς» e l’articolo diventa «τον»: «ο φίλος» dà «Βλέπω τον φίλο μου» (vedo il mio amico). I femminili mantengono la forma («την/τη») e i neutri non cambiano mai.
Quale caso segue le preposizioni «με», «σε», «για», «από»?
Sempre l’accusativo: «Πάω στο σχολείο» (vado a scuola), «Ένα δώρο για τον Νίκο» (un regalo per Nikos), «Καφές με γάλα» (caffè con latte). E «σε» si fonde con l’articolo: «σε» + «το» dà «στο».