grecfacilegrecfacile
Α1

Nominativo e accusativo

Soggetto o oggetto? Il greco lo mostra con il nome e l’articolo. Regola chiave: il maschile perde la -ς.

A cosa servono i casi

Il nominativo nomina il soggetto — chi agisce. L’accusativo segna l’oggetto. Grazie ai casi l’ordine delle parole resta libero: Ο Νίκος βλέπει τον Γιάννη dice chi vede chi, in qualsiasi ordine.

Ο Νίκος
βλέπει
τον Γιάννη
1/5
🧠 Verifica la comprensione

Complete: Βλέπω ___ φίλο.

A cosa servono i casi

Il nominativo nomina il soggetto — chi agisce. L’accusativo segna l’oggetto. Grazie ai casi l’ordine delle parole resta libero: Ο Νίκος βλέπει τον Γιάννη dice chi vede chi, in qualsiasi ordine.

  • Ο σκύλος βλέπει τη γάτα.Il cane vede il gatto.
  • Ο Νίκος βλέπει τον Γιάννη.Nikos vede Yannis.
  • Η Μαρία θέλει έναν καφέ.Maria vuole un caffè.

Il maschile perde la -ς

Una regola per tutti i maschili: il nominativo finisce in -ς, l’accusativo lo perde e l’articolo diventa τον. Il femminile mantiene la forma (articolo την/τη); il neutro non cambia mai.

  • Βλέπω τον φίλο μου.Vedo il mio amico.
  • Περιμένω τον πατέρα μου.Aspetto mio padre.
  • Ξέρω τη μητέρα σου.Conosco tua madre.
  • Διαβάζω το βιβλίο.Leggo il libro.
γένοςονομαστικήαιτιατική
αρσενικόο φίλοςτον φίλο
αρσενικόο μαθητήςτον μαθητή
θηλυκόη μητέρατη μητέρα
ουδέτεροτο βιβλίοτο βιβλίο

τον, την… o τη? Il -ν finale

την mantiene la -ν davanti a vocale o κ, π, τ, ξ, ψ (e μπ, ντ, γκ, τσ, τζ): την πόλη, τη θάλασσα. Il maschile τον oggi la mantiene quasi sempre — tenerla non è mai sbagliato.

  • Βλέπω την Άννα.Vedo Anna.
  • Ακούω τη μουσική.Ascolto la musica.

Dopo με, σε, για, από

Le preposizioni quotidiane reggono l’accusativo. σε si fonde con l’articolo: σε + τον → στον, σε + την → στην, σε + το → στο.

  • Πάω στο σχολείο.Vado a scuola.
  • Ένα δώρο για τον Νίκο.Un regalo per Nikos.

Tocca a voi

Mettete il sintagma all’accusativo.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra nominativo e accusativo in greco?

Il nominativo indica il soggetto, l’accusativo l’oggetto: «Ο Νίκος βλέπει τον Γιάννη» (Nikos vede Yannis). Poiché i casi mostrano chi fa che cosa, l’ordine delle parole può cambiare senza cambiare il senso.

Che cosa succede a un nome maschile quando diventa oggetto?

Perde la «-ς» e l’articolo diventa «τον»: «ο φίλος» dà «Βλέπω τον φίλο μου» (vedo il mio amico). I femminili mantengono la forma («την/τη») e i neutri non cambiano mai.

Quale caso segue le preposizioni «με», «σε», «για», «από»?

Sempre l’accusativo: «Πάω στο σχολείο» (vado a scuola), «Ένα δώρο για τον Νίκο» (un regalo per Nikos), «Καφές με γάλα» (caffè con latte). E «σε» si fonde con l’articolo: «σε» + «το» dà «στο».