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Β1

σ’ αγαπώ: i suoni che cadono

Perché le canzoni dicono σ’ αγαπώ e θα ’ρθω — e perché «τον πατέρα» suona [tombatéra]: elisioni e legamenti del greco parlato.

σ’ αγαπώ: i suoni che cadono

L’elisione: σε + αγαπώ → σ’ αγαπώ

Quando una paroletta finisce in vocale e la successiva comincia per vocale, la prima vocale cade e l’apostrofo ne prende il posto: σε αγαπώ → σ’ αγαπώ, από το πρωί → απ’ το πρωί, μου είπε → μου ’πε, το άλλο → τ’ άλλο. La scrittura curata tiene le forme piene; canzone e dialogo amano quelle brevi.

  • Σ’ αγαπώ και δεν το κρύβω από κανέναν.Ti amo e non lo nascondo a nessuno.
  • Δουλεύω απ’ το πρωί χωρίς διάλειμμα.Lavoro dal mattino senza pause.
  • Δεν μ’ αρέσει αυτό το χρώμα· δώσε μου τ’ άλλο.Questo colore non mi piace; dammi l’altro.

θα ’ρθω, φέρ’ το: aferesi e apocope

A volte cade la vocale INIZIALE della seconda parola: θα έρθω → θα ’ρθω, μου έδωσε → μου ’δωσε (aferesi). E all’imperativo può cadere la vocale finale davanti al pronome: φέρε το → φέρ’ το, κόψε το → κόψ’ το (apocope). Ogni canzone greca ne è piena.

  • Θα ’ρθω κι εγώ στο πάρτι το βράδυ.Verrò anch’io alla festa stasera.
  • Μου ’πε ότι θα αργήσει λίγο.Mi ha detto che farà un po’ tardi.
  • Φέρ’ το εδώ, σε παρακαλώ!Portalo qui, per favore!

[tombatéra]: i legamenti che si sentono

Il -ν finale si fonde con κ, π, τ seguenti: τον καφέ → [toŋgafé], τον πατέρα → [tombatéra], την Τρίτη → [tindríti]. Nella scrittura non cambia nulla — ma è LA chiave del greco parlato veloce: quel misterioso [b] è un π dopo -ν.

  • Ήπια τον καφέ μου όρθιος, βιαστικά.Ho bevuto il caffè in piedi, di corsa.
  • Είδα τον πατέρα σου στην αγορά.Ho visto tuo padre al mercato.
  • Θα σε δω την Τρίτη το απόγευμα.Ci vediamo martedì pomeriggio.

Tocca a voi

Scegliete la forma corretta.

Domande frequenti

Perché le canzoni greche dicono «σ’ αγαπώ» e non «σε αγαπώ»?

È l’elisione: quando una paroletta finisce per vocale e la successiva inizia per vocale, la prima cade e l’apostrofo la sostituisce: «σε αγαπώ → σ’ αγαπώ», «από το πρωί → απ’ το πρωί». Lo scritto curato mantiene le forme piene.

Che cosa significa «θα ’ρθω» e perché quell’apostrofo?

È «θα έρθω» (verrò) con la vocale iniziale della seconda parola caduta: aferesi. Lo stesso in «μου έδωσε → μου ’δωσε». All’imperativo cade invece la vocale finale: «φέρε το → φέρ’ το» (apocope).

Perché «τον πατέρα» si sente [tombatéra]?

La -ν finale si fonde con il κ, π, τ successivo: «τον καφέ» [toŋgafé], «τον πατέρα» [tombatéra], «την Τρίτη» [tindríti]. L’ortografia non cambia — ma è la chiave del greco parlato veloce: quella [b] misteriosa è solo un π dopo -ν.